Corretta migrazione SEO sito web: le fasi da seguire

Per effettuare la migrazione di un sito web in ottica SEO è fondamentale non perdere visibilità. Bisogna conservare le parti organiche contenutistiche e le pagine che altrimenti perderebbero il traffico proveniente da Google. Seguire, quindi, un ordine intuitivo e semplice che tenga in considerazione tre fasi principali:
1) fase preparatoria alla migrazione del sito
2) fase attiva di migrazione reale
3) fase di monitoraggio successiva alla migrazione.
In questo modo, l’operazione SEO è efficace e garantita.

Fase 1. Prima della migrazione

L’attività da eseguire prima della migrazione SEO di un sito web è cruciale. Bisogna preparare, sia Google sia il sito, al cambio del dominio.
È di fondamentale importanza dare a Google un punto fermo, ossia il sito di origine, così Googlebot potrà trovare automaticamente tutte le pagine di pertinenza e le redirezioni competenti trasferendole ai nuovi URL. Vi occorrerà strutturare il sito da migrare attraverso file come:
• Robots.txt
• Sitemap.xml
• Link aggiornati
• Rel Canonical.
Dovrete esportare i dati e la struttura di ogni URL, direttamente in un file Excel, salvandoli e servendovi di programmi come Website Auditor o Screaming Frog. Fate un crawling completo di tutte le componenti del sito da migrare. A questo punto avrete una nuova lista Sitemap.xml e non dimenticate di fornirla a Google, insieme all’elenco completo delle pagine da reindirizzare.
Aggiornate tutti i file Robots.txt. 

Fase 2. La Migrazione

La migrazione SEO di un sito web è preferibile effettuarla in giorni considerati a bassa densità di traffico online. Secondo il sito che state gestendo, può trattarsi del weekend oppure no, o semplicemente in orari notturni. Il rischio, altrimenti, è quello di perdere visite e contatti utili. Procedete così:
• Mettete online il nuovo sito e database aprendo il Robots.txt.
• Se avete mantenuto lo stesso dominio, spostate solo il DNS nel nuovo IP (dal pannello di controllo). Non chiudete subito il webserver vecchio, mantenetelo online per un periodo di tempo variabile.
• Effettuate un crawling del sito SEO migrato e verificate eventuali errori. 
• Create la Sitemap.xml nuova e provvedete a inviarla a GSC con l’elenco di URL.
• Attivate e verificate sempre tutte le redirezioni.
• Non dimenticate d’installare la Web Analytics di Google.

Fase 3. Monitoraggio

Dopo aver effettuato la migrazione SEO del sito web, concedetevi il tempo utile per monitorarne la correttezza, la validità, l’analisi dei KPI (almeno i principali) e i tempi di reazione. Intervenire con tempestività sui possibili errori di migrazione è fondamentale.
I vostri contenuti dovrebbero in questo modo preservati dal rischio “perdita di visibilità” e mantenere così il posizionamento SEO auspicato.

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